██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Claviceps purpurea
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwbgmwbwClaviceps purpurea (mwcaFr.) Tul., 1853 è un mwcqascomicetecite-ref-1[1] del genere mwdgClaviceps parassita delle mwdwgraminacee. Il suo nome comune è il termine francese mweamweqergot, che in italiano significa "mwegsperone"cite-ref-2[2]. Detta specie, infatti, genera nelle piante infette degli mwfwsclerozi simili a speroni o spesso — come nel caso della mwgasegale — delle escrescenze a forma di mwgqcorna, da cui anche il nome comune di mwggsegale cornuta per indicare il cereale affetto da ergotismo.
mwhaClaviceps purpurea è la specie più studiata e conosciuta per i suoi rilevanti effetti nella contaminazione di alimenti confezionati con cereali da essa attaccati. Gli speroni della segale cornuta sono mwhqcorpi fruttiferi del fungo stesso contenenti diversi mwhgalcaloidi velenosi o psicoattivi del gruppo delle ergotine (tra cui l'mwhwacido lisergico) che presentano vari tipi di effetti sui soggetti che li assumono. Tali alcaloidi, essendo mwiavasocostrittori, compromettono la circolazione; inoltre interagiscono con il mwiqsistema nervoso centrale, agendo in particolare sui mwigrecettori della mwiwserotonina.
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Ciclo vitale
La riproduzione del fungo ha luogo in primavera, quando dallo sclerozio spuntano dei corpi fruttiferi formati da un peduncolo e da una capocchia rossa (mwjwClaviceps purpurea). Nella capocchia si trovano gli mwkaaschi che aprendosi liberano le ascospore. Quando le spore raggiungono i fiori della segale (o di altri cereali) producono un mwkqmicelio di mwkgife che, penetrando in profondità, causa la degenerazione dell'ovario (mwkwSphacelia segetum). Le ife producono dei conidi e una secrezione dolciastra che prende il nome di mwlamelata. Quest'ultima attrae gli insetti che fungono da vettori delle spore su altre spighe, spargendo la contaminazione. Dopo aver infettato l'ovario, il fungo produce una grande quantità di ife che si compattano a formare lo sclerozio (mwlqSclerotium clavus). In autunno lo sclerozio cade sul terreno. Trascorso l'inverno il fungo ricomincia il suo ciclo vitale la primavera seguentecite-ref-3[3]cite-ref-4[4].
Ergotismo
L'intossicazione da ergot, detta «ergotismo», era conosciuta nel medioevo con il nome di «fuoco di Sant'Antonio» (soprannome in seguito attribuito all'mwoaherpes zoster), «fuoco sacro» o «male degli ardenti»cite-ref-5[5]cite-ref-ergot-corriere-6-0[6]. Il fenomeno era noto già fin dal mwqqXVII secolo, tanto che nel 1676 gli scienziati francesi riuscirono a convincere le autorità a proibire l'uso della segale in luogo del frumento per preparare il panecite-ref-ergot-corriere-6-1[6].
L'ergotismo era spesso fatale e aveva sempre effetti devastanti sulle comunità che ne erano colpite. Esso poteva presentarsi in due forme: mwtqergotismus convulsivus, caratterizzato da sintomi neuroconvulsivi di natura epilettica, oppure mwtgergotismus gangraenosus, che provocava mwtwgangrena alle estremità fino alla loro mummificazione.
Gli alcaloidi della segale cornuta sono resistenti anche alle alte temperature dei forni di cottura del pane e ciò è ritenuto essere all'origine di molti fenomeni di allucinazione e superstizione tipici di realtà campestri in epoca preindustriale. Pare infatti riconducibile a ergotismo l'ondata di fenomeni registrati a fine mwuqSeicento a mwugSalem, nel mwuwMassachusetts, che diedero origine alla più grande mwvacaccia alle streghe sul suolo mwvqamericanocite-ref-7[7]cite-ref-caporael-8-0[8]. Parimenti attribuibili a effetti allucinatori da ergotismo sono, altresì, presunti eventi soprannaturali quali le cosiddette mwxgapparizioni (si citino a esempio mwxwLourdes o mwyaFátima), caratterizzate dall'accadere sempre in un contesto socioeconomico di estrema povertà e di scarsa alfabetizzazione, in cui il nutrimento più diffuso era il pane di segale verosimilmente infetto da ergotismocite-ref-caporael-8-1[8]cite-ref-9[9] e in cui i fenomeni allucinatori erano pesantemente influenzati dalle esperienze pregresse.
Il nome mwagfuoco di sant'Antonio potrebbe essere legato all'usanza dei nordeuropei – usi a nutrirsi in gran misura di pane di segale e quindi soggetti all'ergotismo – di recarsi in pellegrinaggio in mwawItalia nei santuari mwbaantoniani: nella loro discesa verso sud il loro consumo di segale diminuiva a favore del pane di mwbqfrumento, il che attenuava o eliminava i sintomi dell'intossicazione da ergot. Tale effetto veniva attribuito a un miracolo per opera di sant'Antoniocite-ref-10[10].
Recenti ricerche hanno messo in discussione tale prima ipotesi: nelle regioni meridionali italiane i cereali più diffusi per il consumo domestico furono la segale (mwcwsecale cereale e prima del II millennio mwdasecale strictum), l'orzo e altri cereali secondari, soprattutto in Basilicata, Calabria e nelle zone interne della Sicilia e della Puglia. È da notare che se da un lato la segale era più di oggi coltivata anche in Italia, essa era, per il clima maggiormente asciutto e arido, molto meno affetta dalla mwdqclaviceps e quindi in paesi caldi e asciutti tali eventi si verificavano più raramente. Evitando le coltivazioni in luoghi inadatti attualmente si limitano infezioni massicce. Anche in passato, con una gestione non basata eccessivamente su fame e disperazione, le spighe di segale vistosamente infestate (l'infestazione è palese) erano estratte e bruciate; comunque una selezione manuale forse approssimativa, poteva facilmente indurre inquinamento minore dei cibi, e quindi a fenomeni di allucinazione diffusa, anche se evitavano gli effetti degenerativi più devastanti.
Il grano era destinato all'esportazione e alla tavola dei proprietari terrieri. Documenti sanitari, veterinari e agricoli attestano la presenza dell'ergotismo tra le comunità rurali povere ed emarginate, numerose sono le tracce della malattia nel folklore e nella religiosità popolare. mwdwL'ordine antoniano, deputato alla cura delle "epidemie", è presente con una notevole diffusione capillare in tutto il meridione italiano fin dal XIII secolocite-ref-11[11]. Casi di ergotismo sono documentati a mwfaMilano nel 1795 e a mwfqTorino nel 1798cite-ref-12[12].
Nel 1853 mwgwLouis René Tulasne chiarì il complesso ciclo riproduttivo del fungo e nel 1943 il chimico svizzero mwhaAlbert Hofmann scoprì gli importanti effetti psichedelici di alcuni alcaloidi contenuti nell'ergotcite-ref-13[13], in particolare dell'acido lisergico e del composto di sintesi suo derivato, la dietilamide dell'acido lisergico (mwiqLSD).
In tempi più recenti, nel 1951, un verosimile fenomeno di ergotismo conosciuto come mwiwmwjaavvelenamento di massa di Pont-Saint-Esprit si verificò nella Francia meridionale e colpì circa 250 persone che ebbero sintomi vari da allucinazioni, visioni, aggressioni a vicini e sanitari e tentativi di suicidiocite-ref-14[14].
Prevenzione
La prevenzione dell'ergotismo consiste nell'uso di sementi di grano indenni da sclerozi o frammenti di sclerozi del fungo. Vi sono inoltre severi controlli prima della macinazione del grano, con l'eliminazione dei chicchi contaminati; queste misure ostacolano il verificarsi di casi di ergotismo a danno degli esseri umani. Non infrequenti invece le intossicazioni a carico di animali, essendo i foraggi meno controllati.
Uso in medicina
Nel 1818 la segale cornuta fu introdotta nella mwlqpratica ostetrica.
Gli studiosi hanno catalogato i cinquanta alcaloidi ivi presenti in tre gruppi fondamentali: il primo è quello dell'mwlwergotamina, utilizzabile per la cura dell'mwmaemicrania; il secondo è quello ergotossina; il terzo è invece quello dell'ergometrina, che stimola la muscolatura mwmquterina ed è indicata per regolare le contrazioni post-partum e nelle mwmgendometriticite-ref-15[15]. Quello più efficace nell'indurre le contrazioni uterine (e attualmente utilizzato) risulta essere la metilergometrina, un derivato semisinteticocite-ref-farmacologia-16-0[16].
Dall'ergot vengono estratti anche mwpaagonisti dopaminergici D2cite-ref-farmacologia-16-1[16].
Ergot e misticismo
Nel mwqwmedioevo nacque un ordine religioso dedicato alle cure degli affetti da ergotismo, i mwracanonici regolari di Sant'Antonio di Vienne, nel 1774 uniti all'mwrqordine di Malta.
Alcuni studiosi ritengono che durante la celebrazione mistico-religiosa mwrwgreca dei mwsamisteri eleusini i partecipanti ingerissero, sia all'interno di una bevanda detta mwsqkikeon, sia nel pane cucinato con grano contaminato dalla mwswclaviceps purpurea, l'ergotcite-ref-17[17].
Note
cite-note-11. ↑ mwvg(mwvwmwwaEN) mwwqmwwgClaviceps purpurea, in mwwwmwxaIndex Fungorum, mwxqCABI Bioscience.
cite-note-22. ↑ mwyq(mwygmwywFR) mwzamwzqErgot, su mwzgcnrtl.fr, Centre National de Ressources Textuelles et Lexicales. mwzwURL consultato il 9 marzo 2017.
cite-note-55. ↑ mw3wJohn Horgan, mw4amw4qIl fuoco di Sant'Antonio, su mw4gancient.eu, Ancient History Encyclopedia, 17 luglio 2020. mw4wURL consultato il 6 gennaio 2021.
cite-note-ergot-corriere-66. ↑ mw6qAntonio Alfano, mw6gmw6wPerché il Fuoco di Sant'Antonio è sinonimo di malattia che brucia, in mw7amw7qCorriere della Sera, 9 ottobre 2012. mw7gURL consultato il 6 gennaio 2021 mw7w(archiviato dall'mw8aurl originale il 12 ottobre 2012).
cite-note-77. ↑ mw9a(mw9qmw9gEN) mw9wmw-aThe Witches Cursemw-q : Clues and Evidence, su mw-gpbs.org, mw-wPublic Broadcasting Service. mw-aURL consultato il 9 marzo 2017.
cite-note-99. ↑ mwaq4(mwaq8mwaraFR) Serge Larivée, Marc-Olivier Blondin-Provost, Carole Sénéchal e Claude Perreault, mwaremwariLes miracles au péril de la science, in mwarmRevue de psychoéducation, vol.mwarq 46, n.mwaru 1, mwaryMontréal, Corporation de la Revue Canadienne de Psycho-Éducation, 1º maggio 2017, pp.mwarc 193-221, mwargDOI:mwark10.7202/1039688ar.
cite-note-1010. ↑ mwar0Carlo Gelmetti, mwar4Il fuoco di sant’Antonio. Dai misteri eleusini all’LSD, 2ªmwar8 ed., Milano, mwasaSpringer-Verlag Italia, 2010, mwaseISBNmwasi 88-470-1607-X.
cite-note-1313. ↑ mwatsmwatwStanislav Grof, mwat0mwat4La nuova Eleusi: Stanislav Grof intervista Albert Hofmann, in mwat8Altrove, n.mwaua 9, mwaueTorino, mwauiNautilus, 2002 mwaum(mwauqarchiviato il 23 dicembre 2025). Ospitato su Minima et moralia.
cite-note-1414. ↑ mwaug(mwaukmwauoEN) J. Gabbai, L. Lisbonne e F. Pourquier, mwausmwauwErgot Poisoning at Pont St. Esprit (mwau0mwau4PDF), in mwau8mwavaBritish Medical Journal, vol.mwave 2, n.mwavi 4732, 15 settembre 1951, p.mwavm 650-51. mwavqURL consultato il 9 marzo 2017.
cite-note-farmacologia-1616. ↑ mwawemwawiFarmacologia 2020
cite-note-1717. ↑ mwawymwawcRoad to Eleusis,mwawg pag. 8.
Bibliografia
• citerefsuozziRoberto Michele Suozzi, Le piante medicinali, Roma, Newton Compton, 1994, ISBN 88-7983-528-9.
• citerefcapassoFrancesco Capasso, Rita de Pasquale e Giuliano Grandolini, Farmacognosia. Botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali, Milano, Springer-Verlag Italia, 2011, DOI:10.1007/978-88-470-1652-1, ISBN 88-470-1652-5.
• citereftarsiaAlessandro Tarsia, Il pane e il fuoco. L'ergotismo nel meridione d'Italia, Roma, Aracne, 2011, ISBN 88-548-4318-0.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Claviceps purpurea
• Wikispecies contiene informazioni su Claviceps purpurea